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Progetto per l’anno scolastico

2007-2008

 

La nostra esperienza in campo pedagogico e didattico si è sviluppata e perfezionata in 26 anni di attività laboratoriali in ambito scolastico. Le caratteristiche del nostro operare all’interno della scuola pubblica sono state sempre conformi agli orientamenti attuali delle didattiche specializzate a carattere innovativo, che hanno come presupposto la perfetta integrazione tra “Esperti  esterni” e Docenti.   I percorsi esperienziali attuati, costituiscono un completamento dei Curricula scolastici, all’interno del sistema delle discipline strutturate e dei Pof.   L’Esperto in questo ambito opera come collaboratore degli insegnanti introducendo nuove competenze, ampliando le conoscenze.

Anche quest’anno la nostra struttura, riconosciuta dal Ministero per le attività culturali e in possesso di tutti i requisiti di legge, si propone alla scuola primaria per collaborare alla realizzazione di programmi didattici che gli insegnanti vogliono attuare, avanzando alcune proposte a carattere tematico e metodologico che vi sottoponiamo nelle schede di seguito.

Queste proposte non sono esaustive rispetto alla trattazione di altri temi individuati e decisi dai docenti ed inseriti nei POF.

Siamo perciò disponibili a mettere a totale disposizione le competenze professionali dei nostri esperti nell'area espressiva, in particolare nelle esperienze di teatro realizzato con i ragazzi e in esperienze a carattere manipolativo e grafico pittorico.

 

 

 Unità tematiche PROPOSTE:

 

1) La fiaba e il teatro delle figure animate.

    destinato alle classi 2° e 3° della scuola primaria

 

2) TRA STORIA  leggenda e fiaBA. IL TEATRO DELLE FIGURE.

    destinato alle classi 3°, 4° e 5° della scuola primaria.

 

3) Conosci il Burattino? Burattini per giocare.

   (percorso  di breve durata sulla conoscenza del teatro delle figure)

     destinato alle materne e al primo ciclo delle primarie .

 

4) Giocare con il Teatro.

   destinato al primo ciclo e al secondo ciclo della scuola primaria.

 

5) Homo faber,  manualità creativa e artigianato Artistico.

   destinato al secondo ciclo della scuola primaria.

 

6 ) “La TV com’è, come  ci piacerebbe che fosse”.

   destinato alle classi  4° e 5° della scuola primaria. 

 

 

 

 

 


 

 

 

Unità tematica N. 1

 

 LA FIABA E IL TEATRO DELLE FIGURE ANIMATE

 

 

Il Teatro dei Burattini e delle figure animate in genere, sta in questi ultimi anni ritornando di grande attualità, sia come "spettacolo" rivolto all'infanzia, che come strumento per didattiche specializzate all'interno della scuola.

Questo genere di teatro è un ottimale strumento educativo quando si coniuga con la "fiaba".

La fiaba è uno strumento contenitore di molteplici realtà e proiezioni fantastiche; è percorso di iniziazione, è situazione esperenziale di ogni bambino, di oggi e di sempre; è conquista di conoscenze e abilità; è superamento di paure. E' la vita di ognuno di noi dopo il "distacco" dalle sicurezze della famiglia, proiettata inevitabilmente verso il diventare adulti emancipandosi dai grandi. E' la lotta in un mondo di draghi, streghe, lupi e altre cose che qualcuno ha costruito per noi, e che noi dobbiamo continuamente combattere o uccidere; ma non è solo questo, è qualcosa che abbiamo dentro di noi, come la fantasia, che dobbiamo sollecitare e curare per non farla esaurire (o peggio, piegare, soffocare, abbruttire, morire). Ed attraverso l'uso di questo "terzo occhio dell’immaginazione" che noi riusciremo a capire meglio la realtà.

Oggi i bambini sono i più colpiti dalla presenza dei meccanismi omologanti dei mass media; dalla bruttura e dalla negatività, sul piano dei valori, di certe immagini; o peggio dal vuoto di comunicazione che gli adulti creano attorno a loro.

Nella scuola sono state già realizzate numerose esperienze riguardanti la fiaba, si è anche lavorato con i burattini o pupazzi. Questo binomio è perfetto, può essere riproposto come una

 

delle fondamentali esperienze da far compiere ai ragazzi (programmi ministeriali) e come ampliamento del bagaglio professionale degli operatori scolastici.

I burattini sono importanti perché sono strumenti che agiscono impegnando tutta la sfera comunicativa ed espressiva del bambino; sono una sua immagine speculare, dove lui riconosce il proprio "essere corporeo". La figura umana viene così reinterpretata trasferendo su questa tutte le possibilità comunicative, talvolta inespresse nelle relazioni quotidiane.

 

 

La "produzione verbale", il "drammatico teatrale" ... tutto il complesso dei linguaggi, trovano una forma di espressione organica, sostenuti dalla motivazione di animare una figura costruita direttamente.

Il gioco dell'animazione infatti ha come fondamentale tappa, il gioco della costruzione. La componente manipolativa dei materiali (spesso di recupero) per la realizzazione della figura (burattino), è l'altro aspetto cardine di questa didattica.

Questa forma di teatro trova, rispetto alle altre, maggiore applicabilità nel contesto scolastico, per la molteplicità degli strumenti e quindi per la sua completezza.

Un aspetto determinante, per una perfetta rispondenza al contesto curricolare, è rappresentato dalla condizione che questa esperienza sia strettamente agganciata ai programmi e conseguenze di una scelta interdisciplinare degli insegnanti e, che questi, conducendo in prima persona il progetto, trovino con gli operatori esterni (esperti) un raccordo che permetta loro di espletare la specializzazione e il ruolo di consulenti. Il ruolo degli operatori di Tieffeu è perciò eminentemente tecnico e di supporto culturale ad una realtà con dinamiche proprie e una propria capacità gestionale.

 

 

FASI Dl ATTUAZIONE DEL PROGETTO

Per l'attuazione del progetto sono previsti tre momenti: il primo di contatto preliminare e organizzativo, il secondo di attuazione attraverso i laboratori, il terzo e conclusivo "lo spettacolo/saggio" di fine anno, successivamente è prevista una verifica.

 

 Il progetto è stato suddiviso in 3 fasi operative di laboratorio

- Fase 1 laboratorio sulla fiaba

- Fase 2 laboratorio di costruzione di maschere, costumi, figure

- Fase 3 il teatro e il teatro di figura

 

Si realizzerà In laboratorio di 15 sedute di 2 ore ciascuna, con l'obiettivo: la prima fase riguarda la struttura della fiaba e il metodo per costruire ed inventare storie (Propp “Morfologia della fiaba” - Rodari –“Grammatica della fantasia”) attraverso conversazioni approfondite e tecniche gioco (con sussidi adeguati); la seconda ha  come obiettivo  la costruzione e l'uso di burattini, pupazzi, sagome ecc, ma anche la costruzione di maschere costumi e quanto di necessario per approntare azioni drammatiche. L'ultima fase è l'allestimento di uno spettacolo utilizzando le diverse tecniche teatrali che sono state scelte.

Il laboratorio si attrezzerà e funzionerà tenendo conto del livello di applicabilità delle tecniche teatrali o del teatro di figura.

L'esperienza può strutturarsi come di seguito, apportando correzioni stabilite in base alle diverse modalità operative concordate con gli insegnanti delle scuole partecipanti.

 

  

FASE  1                Laboratorio sulla fiaba

 

 

A) RICERCA E ATTIVAZIONE DELLA MEMORIA INDIVIDUALE E DELLA CLASSE

 - Ricerca sul patrimonio fiabesco conosciuto dai bambini       

- racconto diretto

 - Ricerca sul patrimonio fiabesco della famiglia          -

- interviste - questionari  - racconto diretto

 - Ricerca sul patrimonio di storie popolari, racconti

  leggende del territorio  

- racconto diretto - interviste registrate, con questionario.

  

SCHEDA QUESTIONARIO:      

Chi era?

Dove era?

Cosa faceva?

Con chi (chi era l’altro o chi erano gli altri)

Quando?

Perché?

Da dove veniva?

Dove andava?

Cosa ha detto la gente?

Come è andata a finire?

 

 

B) RICOSTRUZIONE DEL TESTO

 RACCONTO

1) Ricostruzione integrale del testo con l’uso dei diversi materiali prodotti e delle diverse possibilità comunicative (parola, disegni ecc.) introducendo il significato di sequenza e il concetto spazio-tempo.

2) Riracconto senza pretese di ricostruzione logica della struttura spazio-temporale, facendo riferimento casuale ai materiali della memoria con finalità manipolative del testo.

 

RIRACCONTO ANIMATO

1) Con suggestioni, visive e sonore, artificiali.

2) Drammatizzazioni corporee, con evidenziazione di alcune tipologie (buono-cattivo), in spazi strutturati come "luoghi fantastici".

3) Gioco-dramma sulle situazioni della paura, della sicurezza - della scoperta ecc.                  MATERIALI PRODOTTI:

Cartelloni, disegni, dipinti, sagome, ambienti scenografici, musiche.

 

 

C) ANALISI DELLA STRUTTURA DEL RACCONTO

Struttura spazio-temporale                                        

TECNICHE USATE: analisi e destrutturazione del testo                                                        :     -- Scomposizione del racconto in sequenze   

- Fase introduttiva - prologo

- Fase centrale - apice

- Fase finale - epilogo

 

PERSONAGGI                    

La loro identificazione

- Colpo d'occhio Prima osservazione, immagine di insieme nel contesto Contorni - sagoma (lo sconosciuto che avanza da lontano verso di noi, chi sarà?)

- Osservazione nel dettaglio - messa a fuoco (si avvicina - chi è?)   

1) Aspetto fisico descrizione dell'insieme corporeo (alto, basso, magro, grasso).

2) Come si veste - dal vestito si coglie la classe sociale di appartenenza, il ruolo, il sesso ecc.

3) Particolarità evidenti: elementi peculiari che aiutano a identificare il personaggio.

4) Carattere - modalità comportamentali e relazionali

5) Il nome - talvolta in relazione alla tipologia rappresentata

6) Il ruolo - definito dal complesso degli elementi fisici e psicologici analizzati.

 TECNICHE USATE: Il gioco dell'identikit

 

I LUOGHI

a)   Lettura d'insieme

TECNICHE USATE: LETTURA ANIMATA tendente ad evidenziare la dimensione     

- visuale - senso-percettiva - emozionale

b) Comparazione con esperienze di vissuto personale relativo alla conoscenza di quel luogo.

c) Analisi del dettaglio e dei particolari significanti.

 

LE AZIONI

Causa effetto del transito nel luogo, della permanenza e degli incontri - Interazioni tra personaggi e modalità della comunicazione.

 

LE FUNZIONI

Identificazioni delle parti componenti fondamentali della fiaba, indipendenti dall'identità dell'esecutore e dal mondo di esecuzione (Propp "Morfologia della fiaba").

 

LE FUNZIONI IN CHIAVE OBBLIGATA

Ricostruzione della struttura della fiaba, evidenziando la sequenzialità obbligatoria delle funzioni nella loro ragione antropologica, pedagogica e psicologica.

 

IL MOMENTO FANTASTICO

L’identificazione della componente fantastica come processo dì straniamento - estraendo la vicenda delle azioni consuete (oggetto, luogo, fatto dove si concretizza l'evento fondamentale della struttura.

 MATERIALI PRODOTTI:

Disegni, ritratti, schede, carta di identità dei personaggi, illustrazioni dei luoghi.

  

 

D) MANIPOLAZIONE DEL TESTO

  “L’arte di inventare storie” metodolologie rodariane ("Grammatica della fantasia).

 Analisi e descrizione di alcuni elementi sia fondamentali che marginali, usandoli come         strumento per dilatare la storia stessa.

TECNICHE  USATE: Trasformazione di una fiaba in un'altra:

- introduzione di un elemento nuovo in una fiaba nota                                                

- Insalata di favole

- Fiabe a ricalco

- Lettura sbagliata

- Fiabe a rovescio

­MATERIALI PRODOTTI:

Nuove storie raccontate, disegnate, drammatizzate.

        

 

E) INVENZIONE Dl UNA NUOVA STORIA

 Invenzione, con uso di tecniche di drammatizzazione e di narrazione.  

 MATERIALI PRODOTTI:

- Carte in favola

- giochi con ritagli

- collages in sequenze

- disegni

Invenzioni usando le carte di Propp:      

a) secondo l'ordine delle funzioni

b) stravolgendo l'ordine obbligatorio delle funzioni.

 MATERIALI PRODOTTI:

Testo e testo illustrato, di una o più storie inventate.     

 

 

 FASE - 2  - Laboratorio di costruzione di maschere, costumi, figure

 

 

- Approntamento di uno spazio laboratorio.

- Raccolta, catalogazione e immagazzinaggio di materiali poveri e di recupero (vedi scheda)

- Progettazione dei personaggi come conseguenza dello studio precedente sulle diverse       tipologie presenti nella fiaba.

Progettazione e costruzione:

la testa

il corpo

Il costume

- Diverse tipologie: burattini - marionette - pupazzi - marottes - sagome - sagome articolate ­- sagome per ombre cinesi.

TECNICHE USATE:

- assemblaggio

- carta collata

- gommapiuma

- tecniche miste

Si costruiranno figure di facile realizzazione praticabili dai ragazzi.

 

FASE 3    -  Il teatro e il teatro di figura

 

 

A) LA PARTITURA TEATRALE

Scrittura scenica in orizzontale con schemi grafici che esemplificano la disposizione delle sequenze (scene) In senso temporale che permette di agire in avanti o dl tornare indietro

TECNICHE USATE:

LA SCRITTURA SCENICA

Schema di partitura teatrale:

SCENA 1          SCENA 2          SCENA ecc.

Titolo della scena -  Luogo - Personaggi - Azione: cosa fanno. cosa dicono -tempo reale /Tempo di scena

NARRAZIONE O VOCE FUORI SCENA

LA SCENEGGIATURA A SOGGETTO IDEATA DAI RAGAZZI: -

Non si scriveranno i dialoghi (battute) ma soltanto un canovaccio che specifica l'argomento della discussione:          X ha detto questo,  Y ha risposto questo.

La forma compiuta del dialogo sarà basata sull'improvvisazione al momento dell'azione in scena.

TECNICHE USATE:

IL CANOVACCIO  il canovaccio è lo schema essenziale della commedia, già suddiviso in scene ed atti, ma come scarnificato delle parole, delle battute degli attori. Una traccia che consen­te ai partecipanti alla rappresentazione teatrale di sapere con esattez­za quando devono entrare od uscire di scena, il « succo » di ciò che devono di­re, ma che li lascia liberi di improvvisare volta per volta i loro interventi.

* Questa tecnica permette maggiori possibilità espressive, raggiunge i livelli del gioco basandosi sulla naturalezza del linguaggio.

 

B) LO SPAZIO SCENICO

La conoscenza del teatro, come luogo e come funziona la sua meccanica.

TECNICHE USATE:

La scenografia e la scenotecnica 

MATERIALI PRODOTTI:  

- fondali dipinti

- sagome di primo piano

- oggetti di scena

- Gli artifici teatrali :

- realizzazione di semplici trucchi.

- Il teatrino a scuola: realizzazioni di spazi provvisori per il teatro.

 

C) LA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE

- Struttura della rappresentazione e rudimenti di drammaturgia e di regia

TECNICHE USATE:  

DRAMMATIZZAZIONE E ANIMAZIONE

- I caratteri (ogni personaggio si caratterizza in un certo modo)

- La dizione (gioco delle voci, il lupo, la bambina; il cattivo, il buono)

- Tecniche di animazione delle figure.

 

LA TECNICA DELLA ANIMAZIONE:

Si useranno materiali non strutturati, quali: due patate infilate in un dito che diventano un lui e una lei. Ben sintetizza i passaggi necessari possibili in una struttura teatrale semplice, senza recitato (muta) mettendo in evidenza l'interazione tra i due personaggi in una "storia" in 6 fasi, riprendendo i rudimenti di una tecnica animatoria in uso nella tradizione.

L'esempio sotto descritto viene indicato per far comprendere l'importanza della "animazione" capace di dare vita a qualsiasi cosa e il ruolo delle mani nel "meccanismo" della rappresentazione, a questo vanno aggiunte le voci impostate a seguito di uno studio sulla tipologia dei personaggi.

 

FASE FINALE: LO SPETTACOLO

Dopo un certo numero di sedute (prove), si rappresenterà uno spettacolo realizzato dai ragazzi, questo sarà il prodotto finale del laboratorio. Tale fase è molto importante perché premia l'impegno di un anno di lavoro, mettendo a confronto l'esperienza del gruppo (classe) con altre classi invitate o con i genitori. Quindi è una "comunicazione" che offre un prodotto teatrale, che va al di là di questo, proponendo tutto il percorso di lavoro attraverso una mostra di disegni, di cartelloni, di foto, di video ecc

E' fondamentale questa occasione, anche e soprattutto per misurare i progressi raggiunti dai ragazzi sul piano della espressione e della capacità di linguaggio. E comunque è un importante momento di socializzazione e di comunicazione rivolta all’esterno.

 


 

Unità tematica n.2

 

TRA STORIA E LEGGENDA E FIABA

 IL TEATRO DELLE FIGURE ANIMATE

 

 

IPOTESI Dl DlVERSIFlCAZIONE DEL PROGETTO PER IL 2° CICLO DELLE PRIMARIE

 

Fasi dell'intervento

 

Fase - 1

- La mia storia - la storia della mia famiglia

- la mia casa, la mia città, il mio quartiere

- la storia ufficiale (conosciuta)

- le leggende - il racconto popolare

- la storiografia minore

- una storia inventata ambientata nella storia ufficiale.

 

Fase - 2

L'intervento comprende:

a) progettazione di un personaggio storico (minore), come proiezione fantastica del ragazzo in un tempo storico (x) - identificazione - proiezione - transfert.

b) Laboratorio di costruzione di marionette grandi

c) Studio e invenzione di "storie nella storia", seguendo canoni filologici di luoghi - spazi, attraverso un gioco di animazione a vista.

 

d) Realizzazione di una partitura teatrale.

e) Messa in scena di uno spettacolo di figure. Il lavoro si svolge alla stessa maniera del progetto relativo alla fiaba, la differenza riguarda soltanto la possibilità di combinare elementi della storia con elementi della fantasia.

 


 

Unità tematica n.3

 

CONOSCI IL BURATTINO E IL TEATRO DELLE FlGURE

"BURATTINI PER GIOCARE"

 

INTRODUZIONE ALLA CONOSCENZA DEL TEATRO DE BURATTINI

N. 3  SEDUTE COSI’ STRUTTURATE:

 

1 ) “La forma prende vita tra le mani".

Incontro tra lo spettacolo e la dimostrazione di tecniche costruttive di laboratorio condotto direttamente da Mario Mirabassi. Le modalità dell'intervento sono quelle dell'evento teatrale animatorio, molto frizzante e coinvolgente; un personaggio sommerso da materiali di recupero costruisce a vista figure e teatrini con tecniche elementari e di rapida attuazione. Con questi, improvvisa scenette, trasmettendo ai ragazzi gli elementi di base per conoscere il Teatro di Figura. Gioca con i materiali realizzati dando vita ai personaggi e con questi a brevi storielle.

 

2) Laboratorio di costruzione di figure con tecniche elementari condotto con i ragazzi, utilizzando materiali poveri e di recupero.

Questo laboratorio permette di sperimentare concretamente possibilità costruttive indicando modalità ripetibili ovunque, senza ausilio di particolari attrezzature. E' un intervento molto stimolante e creativo e ha come obiettivo la realizzazione di burattini e teatrini da parte dei ragazzi.

 

3) Il gioco dell'animazione delle figure e lo spettacolino realizzato dai ragazzi.

 Questo intervento chiude il ciclo delle sedute e propone ai ragazzi le tecniche di animazione utili a dare vita a spettacolini con le figure da loro realizzate.

 

Questo progetto  si prefigge lo scopo di soddisfare le numerose domande provenienti dalle scuole, e dare risposta a chi è interessato a  percorsi laboratoriali di breve durata.

 introduce il mondo del burattino e delle Figure in genere, lo fa conoscere nel contesto delle sue applicazioni didattiche non è impegnativo per gli insegnanti. L'obiettivo primario è quello di muovere l'interesse per questa forma d’arte, molto amata dai ragazzi e di fornire elementi conoscitivi rispeto alle tecniche, che possono essere utilizzate in un secondo momento per esperienze autogestite, condotte dagli insegnanti.

 Chi partecipa a questa esperienza, getta anche un ponte per una possibile futura adesione al progetto organico annuale “La Fiaba e il Teatro delle Figure animate”.

 


 

Unità tematica n. 4

 

GIOCARE CON IL TEATRO

Laboratori di gioco teatrale

 

 

 

 

Lo scopo del nostro Laboratorio permanente è stato sempre quello di far riappropriare al bambino tutti i linguaggi espressivi e creativi, introducendo nella scuola ambiti di globalità espressiva e comunicativa che consentano di ampliare le strutture curriculari.

L’espressione teatrale, concepita come esperienza globale è la più’ affine al bambino per  alcune  ragioni:

1) tale forma attiva di raffigurazione, attuata per mezzo del proprio corpo, risponde bene alla natura motoria dell’immaginazione infantile.

2) Il Dramma fondato sull’azione compiuta dal bambino stesso, collega in modo quanto mai stretto la creazione artistica all’esperienza personale.

Le impressioni provenienti dalla realtà circostante sono recepite e concretizzate dal bambino in forma imitativa (il far finta di essere, imitare un animale, una macchina o una persona gli procura molta soddisfazione)

3) Un’altra ragione (collegata alle altre) che rende affine la forma drammatica all’animo del bambino, è lo stretto legame di questa con il gioco .

Il gioco tutti i pedagogisti concordano nel dire che è la radice di ogni apprendimento e quindi di ogni creazione infantile. Il gioco della drammatizzazione è sincretico al massimo, cioè racchiude in se tutti gli elementi delle diverse forme d’arte, in questo consiste il grande valore che ha per i bambini la rappresentazione teatrale.

Alcuni pensano che l’attività  teatrale svolta in tenera età suscita la vanità e l’artificiosità. Questo pericolo esiste solo se il teatro infantile riproduce quello dei grandi, ma se i testi sono scritti dai bambini stessi o meglio ancora se vengono improvvisati, non sussiste questo pericolo.

Intorno alla creazione teatrale confluiscono i più’ vari aspetti della creazione infantile da quello figurativo a quello letterario, drammatico, motorio, è sincretica dunque perché le distinte forme d’arte non sono separate e specializzate ma confluiscono in un’ arte totale.

E’ inutile dire che il testo teatrale dello spettacolo finale può essere benissimo agganciato all’attività curricolare è quindi un mezzo importante per suscitare l’interesse del bambino ai programmi ministeriali.

 

GIOCARE CON IL TEATRO

 

Il laboratorio si sviluppa soprattutto nelle dinamiche del gioco, con al centro diverse attività di drammatizzazione, ma ha anche lo scopo di far misurare i ragazzi con le fasi dell’allestimento teatrale, proponendo l’intero percorso (dal testo alla messa in scena).

L’obbiettvo centrale del lavoro è l’approccio al teatro professionale, gettando le basi per una sua conoscenza; non solo necessaria per definire gli ambiti della sua globalità espressiva,

(vissuta nel gioco e proiettata oltre) ma fondamentale per ampliare la cultura teatrale dei ragazzi .

 

 Il laboratorio si struttura in diverse fasi:

a) La  propedeutica, la drammatizzazione- giochi di improvvisazione teatrale

b) Dal testo letterario al testo teatrale,( sua morfologia), l’arte di inventare storie, il testo

 

teatrale realizzato dai ragazzi, la sceneggiatura, il canovaccio

c) La struttura della rappresentazione, la drammaturgia - la scrittura scenica - la partitura teatrale

d) L’allestimento teatrale (messa in scena), la regia, l’organizzazione e la comparazione dei linguaggi, la presenza scenica e l’azione teatrale, le diverse tipologie attorali, la voce e la recitazione, lo spazio scenico- la scenografia, il costume teatrale e l’oggettistica, la colonna sonora

e) Le prove

f) La rappresentazione  teatrale finale

 

La fase finale è molto interessante perché mette in campo attività laboratoriali di tipo costruttivo relativamente alla realizzazione delle scenografie, alla pittura di scena, alla realizzazione di maschere, di oggetti di scena, di costumi e del trucco. Molto interessante l’esperienza relativa alla realizzazione dei cosiddetti giochi di finzione o artifici teatrali.

Il tutto verrà realizzato con materiali poveri e di recupero, facilmente reperibili ovunque.

 

 Alla fine del laboratorio si allestirà uno spettacolo realizzato dai ragazzi partecipanti . 

 


 

 

 

Unità tematica n. 5

 

HOMO FABER

LABORATORIO DI  MANUALITA’ CREATIVA E DI ARTIGIANATO ARTISTICO

 

 

LA STAMPA        LA CERAMICA      LA TESSITURA

 

Il laboratorio strutturato con sussidi specializzati, allestiti a seguito di una esperienza decennale nel campo, ripercorre le attività  creative umane, fin dalle sue origini, attingendo alle varie culture del pianeta. Le attività che si svolgono sono state pensate per essere praticabili dai bambini, in quanto si privilegia il risultato creativo piuttosto che l’impianto tecnico. Le attrezzature che utilizzeremo sono estremamente semplici e al contempo riescono a dar luogo a risultati di significativo livello artistico.

L’uomo fabbricatore è il primo artigiano della storia, le sua abilità e gli strumenti che ha realizzato per dare vita  ai suoi prodotti sono ancora oggi un riferimento per esperienze di approccio facile e intensamente creativo.

 

Ogni attività prevede una fase di ricerca e di acculturazione e una fase  di laboratorio, che può essere allestito in qualsiasi luogo con le attrezzature e i materiali messi a disposizione dalla nostra organizzazione.

 

                                               LA STAMPA E LA STAMPA POVERA

 

- Un mondo di immagini (segni, forme, colori ( quali sono e dove sono)

- Catturiamo le immagini dei muri della città, dei giornali, ecc.

- Recuperiamo vario materiale stampato (il giornale che legge il babbo, la rivista che legge la mamma, ecc.).

- Cataloghiamo i diversi materiali in base alle sue caratteristiche (formato, preponderanza dell'immagine o del testo ecc.).

- Selezioniamo (insiemi)

- ritaglio, collage

- le parole, le immagini i colori, le parole grandi e le parole piccole, ecc. (cartelloni).

- L'immagine e la sua riproduzione (parole uguali, figure uguali, manifesti e riviste uguali).

- La stampa (è possibile riprodurre un'immagine tante volte).

- Esperienza con la fotocopiatrice.

- Visita ad una tipografia (esperienza diretta guidata da un tipografo) - primo approccio con le tecniche e con le macchine.

- Organizziamo nell'aula una nostra tipografia, con materiali autocostruiti - esperienze di stampa povera; giochi di impressione con le dita, con le parti del corpo e con materiali naturali e di recupero - tamponi - mascherine - stampini - il monotipo: frottage, eliografia.

- Il positivo e il negativo - incisione.

- La stampa con il torchio (forme elementari di incisione stampati con una bottiglia, un mattarello, torchi autocostruiti e torchi) - calcografia - xilografia - calcoimpressione.

- Utilizzo di questa esperienza (finalizzazione) - il manifesto - il giornalino - la decorazione 

          

                                                                LA TERRA

 

- Dov’è  la terra (uscita alla sua ricerca)

- Osservazione e prelievo

- Analisi tattile e sensoriale

- Catalogazione delle terre, raccolta in base alle diverse caratteristiche (terra, sassi     ghiaia, malta, argilla) - varie fasi di manipolazione

- L’argilla - analisi delle sue caratteristiche  (plasticità).

- Prime esperienze di libera manipolazione( manipolare, creare, distruggere, rifare)

- Appropriazione del materiale (dall’informale alla forma intenzionale)

- La scoperta della tridimensionalita’ ( il gioco della pallina) - varie fasi di impressione di forme e oggetti su piastrella - aggiungere o togliere (il baso e l’alto rilievo)

- Dalla pallina di argilla al contenitore

- Il colombino (forgiatura) - realizzazione di un recipiente rudimentale

- Altre tecniche di realizzazione (stampa, calco, colaggio)

-L’essiccazione - la decorazione (pittura ceramica)

- La cottura ( muffole rudimentali autocostruite - forno)- la magia del fuoco.

 

LA CERAMICA

 

Modellazione libera di forme elementari - forma base con composizione - alto rilievo - basso rilievo - stampa di forme e oggetti (impressione ) .

 

Tecniche artigianali : vaso a colombino - recipienti costruiti con uso di calchi vari  - modellazione di moduli e di forme diverse .

Decorazione, pittura, ceramica - cottura.

La fase della cottura proporrà un uso diverso e sperimentale del fuoco, ripercorrendo antiche tecniche di cottura proprie del modo primitivo,  si costruiranno muffole e forni con terra refrattaria.

Per  un  discorso compiuto sulla cottura si cercherà collaborazione con una azienda artigiana locale. 

 

 LA TESSITURA

 

FASE PROPEDEUTICA:

Giochiamo a intrecciare fili e materiali diversi; fili, corde, fibre naturali, materiali di recupero - tecniche di intrecci elementari e senza telaio.

 

TECHICHE ARTIGIANALI

orditura - rimettaggio - tessitura - tecniche varie - garza - tappeto - ecc.

 

TELAI:

si costruiscono vari telai utilizzando materiali di recupero e di semplice realizzazione.

 

TINTURA NATURALE:

si reperiranno vari materiali vegetali ecc utilizzando tutte le possibilità di colorazione offerte.

 

Alla fine del laboratorio si allestirà un mercatino rivolto ai genitori e al quartiere. Il mercatino sarà realizzato con vere bancarelle messe a disposizione dalla nostra organizzazione, si ricreerà il lima dei mercati con musiche e saltimbanchi ed imbonitori. I ragazzi potranno vendere i loro prodotti, il ricavato spesso viene utilizzato per acquistare materiali didattici o viene devoluto in beneficenza.

 

 

Unità tematica n.6

 

                                 “LA TV COM'E'

COME LA VORREMMO

COME CI PIACEREBBE CHE FOSSE”

 

 

OSSERVAZIONE E CONTROLLO DEI PROGRAMMI TELEVISIVI, E DEI PALINSESTI SMONTAGGIO E RIMONTAGGIO

LA T V FATTA DA NOI

 

LABORATORIO RIVOLTO ALLE CLASSI  Iv , V  E ALLA SCUOLA MEDIA

 

E’ di necessaria importanza, per chi si occupa dell'infanzia, affrontare il problema TV, perchè è un fondamentale strumento pedagogico e didattico, che purtroppo viene usato esclusivamente

 

da chi ha sempre detenuto gli strumenti di informazione come mezzo di controllo e di "fabbrica del consenso".

Tutte le potenzialità positive di strumento pedagogico vengono male utilizzate, è invece sempre più simile alle previsioni di Orwel. Il bambino è la prima vittima di questo potente mezzo, ne elenchiamo i motivi anche se sono dati ormai acquisiti da tutti:

1°) E’ il fruitore maggiore che passa più ore davanti al video, sia a livello inerziale, (mentre fa  i compiti, o mentre gioca, mangia...) che partecipativo. Per i più piccoli la TV si potrebbe definire "balia elettronica".

2°) La TV lo sottrae all'esercizio fisico, procurandogli danni alla vista.

3°) Il bambino  è in una età evolutiva, quindi con una personalità in formazione e i contenuti dell'educazione televisiva sono: - spettacoli di violenza ai quali i bambini dimostrano di abituarsi presto, perché entrano nel quotidiano e perché sono incapaci di distinguere il reale dalla finzione. Questi spettacoli agiscono sul comportamento perché vengono proposti da super-eroi "positivi” e il messaggio esplicitativo è che la violenza è lo strumento principale per il trionfo del bene sul male.

Favorendo  l'identificazione con il modello aggressivo, questa connotazione di valo­re ne garantisce l'efficacia. La TV usa gli spettacoli di violenza anche fine a se stessi non certo per fini "catartici", ma per masochizzare e rendere lo spettacolo dipendente.

4°) I bambini sono ancora più vittime anche della pubblicità che con i suoi stacchi impedisce una concentrazione superiore a 15 minuti, per non parlare poi dell'induzio­ne al consumi.

5°) Non ci inoltriamo nell'analisi dei messaggi sublimali, perché richiederebbe trop­po tempo, però è certo che sono presenti in varie forme anche se si è dichiarata la loro illegalità (perchè agiscono nella sfera inconscia, quindi anche con l'ascolto inerziale.)

 

Questa elencazione anche se è una somma delle problematiche negative offerte dal­la TV, non ci deve fare assumere un atteggiamento di denominazione dello strumento, perchè questo contiene ampie valenze positive, che in un contesto educativo come la possono essere pienamente utilizzate.

Il nostro approccio quindi non si limiterà all'analisi del fenomeno, con tutti gli aspetti negativi, ma sarà anche positivo per un utilizzo positivo del mezzo, per scopi realmente educativi, per far si che il bambino venga aiutato a usare il mezzo, invece di essere usato; usandolo non solo capirlo ma esprimersi con esso, quindi acquisire uno strumento che allarga le sue possibilità comunicative ed espressive.

Ci sono molti modi di affrontare la TV in senso positivo l'esperienza condotta nella Elementare di Ponte San Giovanni ne costituisce un esempio, nelle pagine che seguiranno  ne diamo una traccia. Nelle seguenti note si ripropone come in un diario di bordo, nella forma tipica del foglio di appunti (prescindendo dalla fase dell'analisi della TV svolta precedentemente ed ormai patrimonio acquisito da molti insegnanti) l'espe­rienza condotta nella scuola Elementare di Ponte San Giovanni.

LA TV - COME LA VORREMMO - COME CI PIACEREBBE CHE FOSSE (la TV

fatta da noi)

Affronteremo: Pubblicità- Soap-opera (tele-novele) - Cartoni animati - Informazioni - Attualità - Telegiornali - Informazioni-spettacolo - programmi di approfondimento di problemi attuali

Paragone tra TV e giornali:

Televisione   

Giornali        

diversi sono i fruitori

raggiunge più persone        

pubblico più selezionato     

 

diversi sono i modi di fruire

ascolto partecipe

pubblico più partecipe

ascolto inerziale

diversi sono i linguaggi

visivo verbale

(memo immagini) scritto

diversa e l'efficacia

più potente

 

Perchè la TV usa sempre più il telefono?

La comunicazione televisiva si sa che è una comunicazione a senso unico, infatti emittente e ricevente non si alterano come in una normale comunicazione. Oggi sempre più la TV usa il telefono per chiamarci o per essere chiamata, ma perchè lo fa? Per dare forse una parvenza di comunicazione? Per rafforzare i sistemi di controllo tramite i servizi opinione?

Uso positivo - stabilire contatti diretti - comunicare nei due sensi

Telefono

Uso negativo - sistema di controllo

Analisi delle trasmissioni di informazione-spettacolo

“Villaggio globale” - la TV come strumento di avvicinamento - “TAM TAM”

 

Materiali: Proposta di fissare per iscritto il lavoro svolto sull’informazione.

 

- Analisi di una puntata di "beautiful con fermo immagini e meccanismi di feed­back.

Racconto dell'attività svolta sul serial "Beautitul" - o altro

Analisi dei luoghi e dei personaggi.

Paragone tra serial e film di impegno sociale Riflessioni sulle motivazioni che indu­cono a produrre l'una o l'altra opera, differenza tra TV private e TV di stato. Proposta di proiettare a scuola "Felipe ha gli occhi azzurri" e analizzare il genere telefilm.

Proposta di realizzare un cartellone che visualizzi le realizzazioni fra personaggi di Beautiful (sistema delle frecce), per capire il meccanismo su cui viene costruita la sto­ria.

 

Materiali: Proposta fatta ai bambini di inventare ciascuno una puntata di Beautiful.

 

Dopo l’analisi (LA TV COME E') la critica (COME LA VORREMMO) inizia il lavoro sulla TV fatta da noi (COME Cl PIACEREBBE CHE FOSSE).

I bambini lavorano divisi in tre gruppi, mescolando le classi. In seguito un quarto gruppo si formerà per rappresentare il telegiornale e per presentare i programmi.

1) Il primo gruppo si occupa dei cartoni animati, costruendo sullo schema ''dell'insalata di favole" un' "insalata di cartoni animati. Inventeranno dei luoghi

2) Il secondo gruppo si occupa del serial Beautifull - o altro. Dalle puntate inventate dai bambini è  emerso Beautiful come la vorremmo (critica) i bambini preparano una scheda di alcuni personaggi, giocando ad esagerarele caratteristiche cogliendo il lato debole di ognuno.

3) Il terzo gruppo si occupa della pubblicità. Elenco degli spot trasmessi in questo periodo.

 

Analisi di alcune pubblicità:dove si svolge l'azione (luogo) quando (tempo) Perso­naggi (cosa fanno e cosa dicono) quali oggetti vengono usati.

4) Ultima opzione che interesserà il successivo gruppo da costituire:

L'analisi di un telegiornale.

L'obbiettivo e capire come si comunica una notizia, quali notizie si scelgono

- su quale argomento.

Considerazione finale dei bambini: i telegiornali comunicano solo notizie brutte, e parlano di cose lontane.

- Facciamo un telegiornale ottimista, che comunica i fatti della nostra classe, della famiglia, del quartiere.

 

FASE FINALE

 

REALIZZAZIONE Dl UNO SPETTACOLO UTILIZZANDO TECNICHE TEA­TRALI MISTE

Lo spettacolo si svolge rappresentando una giornata tipo di una famiglia.

Analizzando il nostro rapporto con la televisione, si evidenzia il suo ruolo preponderante nella nostra vita. Nel proporre lo spettacolo teniamo presente I'idea che vogliamo suggerire "La TV e la nostra casa " La scenografia sarà composta da un am­masso di televisori di diversi formati, costruiti con scatolame vario. Da questi schermi appariranno i bambini, i burattini, le sagome, o semplicemente si accenderanno all'in­terno lampadine - ci saranno registrazioni di spettacoli televisivi, in modo da rappresen­tare una televisione che incombe su di noi. Un gruppo di bambini drammatizzerà una famiglia tipo durante le ore trascorse davanti al televisore. Elenco delle situazioni possi­bili da rappresentare (ne verranno selezionate alcune: - la noia - una lite per la scelta del programma da seguire - una telefonata per partecipare a un gioco a quiz - Lo zapping (saltare da un canale all'altro) - l'ascolto inerziale (della casalinga, del bambino che fa i compiti.) - la telefonata di un amico che interrompe il programma preferito. E' questo il contenitore all'interno del quale si inseriscono i "programmi realizzati dai bambini.

Un gruppo drammatizzerà Beautiful. Dopo aver analizzato questo serial, anche comprendendo come avviene l'ideazione, costruendo una loro puntata, i bambini in­ventano un finale ironizzando sui personaggi, che non vivono più in quel mondo così lontano dalla realtà ma sono più brutti e invecchiati fanno una vita comune.

Un'altro gruppo analizzerà un cartone animato, mescolando personaggi di cartoni animati diversi e nata una storia che è "un'insalata" di cartoni. La tecnica scelta per la realizzazione dei personaggi è quella delle sagome di cartoni che si muovono con ba­stoncini, fissando le parti mobili con fermacampioni.

 

Il terzo gruppo si occuperà della pubblicità. Dopo aver compreso i meccanismi psi­cologici su cui i persuasori fanno leva, e avendo individuato in alcuni spot qual'è il messaggio nascosto (tutti quelli che usano il tal prodotto sono belli, ricchi, hanno suc­cesso), i bambini giocano a capovolgere le situazioni. Gli spot saranno realizzati con pupazzi di gommapiuma e con animazione di grandi oggetti. In questo nostro palinsesto riappaiono in ritmi e frequenze diverse, tutte le esperienze analizzate e successivamente "drammatizzate". Lo spettacolo con una gran confusione di suoni e immagini che pren­dono il sopravvento sullo spettatore - SILENZIO (il televisore si spegne) Il padre rac­conta una fiaba al proprio figlio - FINE.

 

 

 

Progetti scuola 2007-2008

 

struttura organizzativa

 

 Anche quest’anno il servizio verrà offerto a tutti i Circoli didattici del Comune di Perugia        e le esperienze si svolgeranno prevalentemente in ambito curriculare.

Per qualificare ulteriormente la nostra presenza nella Scuola Elementare, si ridurranno gli interventi di lungo periodo nei plessi scolastici (progetto annuale - 15 sedute) intervenendo su n. 8 situazioni, con l’obbiettivo di accentuare il carattere sperimentale dei progetti stessi e la loro rispondenza ai curricula scolastici, confermando le modalità interdisciplinari, selezionando le adesioni sulla base di una piena rispondenza ai contenuti e alle metodologie  stabilite. Riaffermando il principio che i progetti proposti hanno solo un contenuto tecnico-didattico e che le modalità di svolgimento saranno conformi alle programmazioni attuate dagli insegnanti nelle diverse strutture.

Il progetto è proposto anche per le Scuole Materne perugine.

Nelle strutture scolastiche opererà una équipe diretta da Mario Mirabassi formata da 4-6 esperti, che utilizzeranno strumentazioni specializzate in dotazione al laboratorio.

La particolarità della struttura consente di trasferire parte dei sussidi e dei materiali, direttamente nelle scuole ove si svolgono le esperienze labortoriali; spesso i vari plessi non sono sufficientemente dotati di attrezzature e spazi organizzati, pertanto le attività sono state progettate per essere realizzate in una normale aula scolastica..

 

 

MODALITÀ DI ACCESSO AL PROGRAMMA  2007-2008

DEL LABORATORIO PERMANENTE PER ATTIVITA’ ESPRESSIVE

 

Le modalità di accesso ai programmi  sopra citati sono le stesse per tutte le unità tematiche proposte .

 

Si può aderire alle proposte del Laboratorio permanente territoriale con diverse modalità e con diverse forme di coinvolgimento delle classi e degli insegnanti:

 

 

 

a)  PROGETTO ANNUALE DI LUNGO PERIODO 

    della durata di un anno, in n. 15  sedute, con prodotto finale (spettacolo, mostra, altra         comunicazione) 

 

b)  PROGETTO ANNUALE DI BREVE DURATA,  realizzato in n. 3 incontri finalizzato alla realizzazione di un progetto condotto prevalentemente dagli insegnanti con la consulenza e il sostegno laboratoriale degli esperti del laboratorio permanente.

 

c) PROGETTI ANNUALI  A CARATTERE SPERIMENTALE, della durata di un anno in

     

n. 15 sedute,  con prodotto finale; questi progetti, i  cui contenuti e modalità sono stabiliti con gli insegnanti, rappresentano talvolta approfondimenti o varianti delle proposte del Laboratorio Permanente.

 

d)  PROGETTO SPECIALE “BURATTINI IN OSPEDALE”,  della durata di 10 incontri, si rivolge esclusivamente allo spazio didattico della sezione di Pediatria Oncologica dell’Ospedale “Silvestrini” e presso il  reparto pediatrico del Policlinico di “Monteluce”.

 

e) VISITE ALLA MOSTRA  PERMANENTE DI BURATTINI E MARIONETTE  DI  TIEFFEU,  le visite sono rivolte alle classi che ne fanno richiesta e si svolgono presso la sede di via del Castellano  n. 2-A,  nell’arco di una mattinata  ( Opzione non convenzionata)

 

 f)  SERVIZI DI DOCUMENTAZIONE ED INFORMATIVI OFFERTI AGLI INSEGNANTI

 Su richiesta si forniscono : Pubblicazioni, articoli , video, e altri sussidi.

 (opzione non convenzionata)

 

INCONTRI PRELIMINARI CON GLI INSEGNANTI CHE HANNO ADERITO AI PROGETTI

Queste sedute si svolgeranno presso la sede del Laboratorio Permanente o presso la sede scolastica, ed avranno  come obbiettivo l’omogeneizzazione del metodo, fornendo agli insegnanti elementi conoscitivi di tecniche operative, ampliando le loro conoscenze.

Questa fase è fondamentale per definire un percorso comune e per integrare in modo adeguato le competenze dell’esperto esterno alla programmazione scolastica.

Il ruolo dell’esperto sarà di collaboratore didattico e di consulente, esaltando il ruolo centrale dell’operatore scolastico.

Questo è maggiormente importante nella conduzione di esperienze in ambito curricolare ed interdisciplinare.

 

Per quanto attiene al finanziamento delle prestazioni dei nostri Esperti Vi comunichiamo che interviene il Comune al 50% e che le quote orarie sono le stesse che di solito vengono applicate dalle dirigenze scolastiche per gli interventi degli Esperti esterni, fatta eccezione dei costi di realizzazione dei saggi di fine anno, che vanno considerati a parte e dei materiali per la realizzazione dei laboratori. Siamo comunque disponibili a trattare l’entità delle cifre, in base alle problematiche dei plessi e alle possibili difficoltà indicate dai genitori.

 

                                                                                                        IL DIRETTORE  

                                                                                        Mario Mirabassi